È una domus privata, una delle più estese finora riportate alla luce, l'unica nell'antica Herculaneum dotata di un quartiere termale: è la Casa dell'Albergo, il cui nome deriva da un'erronea identificazione dell'edificio al momento dei parziali scavi ottocenteschi, risale al I secolo a. C., si affaccia sul mare, ed è comunemente nota per il suo peristilio e l'ampio giardino con pomarium, ovvero un frutteto, tuttora ben conservato.
Quell'ambiente con le terme al suo interno è sabato 13 giugno - e lo sarà anche domenica 14 - aperto in via straordinaria a turisti e visitatori, in occasione delle Giornate Europee dell'Archeologia. Un tesoro inesplorato che apre uno squarcio ulteriore su usi e abitudini degli antichi abitanti, sui sistemi di riscaldamento di ambienti adibiti al relax e al benessere fisico. L'ingresso principale porta all'atrio, al cui interno si scorgono i resti dell'impluvium mentre sul lato destro si apre il quartiere termale composto da un apodyterium, una sorta di sala in cui i fruitori delle terme adagiavano le vesti, decorata con pannelli verdi.
Adiacente, il tepidarium, con pannelli in rosso scuro separati tra loro da fasce verdi e blu con dentro motivi floreali e poi il calidarium in cui vi è un frammento in mosaico bianco e nero con delfini, mentre il resto del pavimento è andato perduto: sono rimaste le suspensurae che lo sopraelevavano per permettere il riscaldamento a ipocausto e in fondo una vasca per il bagno di acqua calda.










