BOLOGNA – Il suo appello dal palco di Repubblica delle Idee ha commosso e scosso le coscienze. Ruwaida Amer, la giornalista palestinese che anche su Repubblica ha raccontato una Gaza sotto le bombe, ha lanciato la sua richiesta d’aiuto all’Italia: «Non smettete di parlare di Gaza. Continuate a chiedere che la guerra finisca. Abbiamo ancora bisogno di voi. La mobilitazione internazionale per il mio Paese è stata importantissima».

È dura ascoltare la sua voce coraggiosa. Ruwaida non ha nemmeno trent’anni e ha vissuto e sta vivendo una tragedia: la sua famiglia lontana, la sua casa distrutta, il suo Paese ridotto a un cumulo di macerie. Da quando, a ottobre scorso, è arrivata in Egitto, non muove un passo senza la sua grande valigia. Si porta sempre dietro tutto quello che ha. «Non voglio più perdere le mie cose». E quel bagaglio sul quale ha legato un nastro per renderlo riconoscibile, racconta tutto il suo dolore.

Ma Ruwaida Amer è soprattutto una giornalista. E con un’altra giornalista, la nostra Francesca Caferri, ha raccontato cosa vuol dire documentare la guerra: nessun reporter dal resto del mondo è potuto entrare nella Striscia se non con l’esercito israeliano. I giornalisti palestinesi, senza mezzi, sotto le bombe, sono stati allo stesso tempo vittime e testimoni, come ha ricordato Caferri.