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Alla fine Meloni riesce nell’impresa di trovare lavoro anche alle opposizioni. A tempo indeterminato. Tasso di occupazione record nel primo trimestre al 62,7% e disoccupazione al 5,3% ai minimi dal 2004. E ora chi glielo spiega ai catastrofisti? C’è un termine in economia che ogni Paese vuole evitare. Si chiama stagflazione. È una situazione economica in cui coesistono stagnazione della crescita e alta inflazione.
Sembra il ritratto della sinistra. Ha una stagnazione nei consensi vedendo i sondaggi delle ultime settimane. Quello che doveva essere un vento contro «le destre» come dicono loro, l’onda che doveva travolgere Meloni si è arenata o forse molto più verosimilmente non è mai esistita. L’alta inflazione della sinistra è rappresentata dalla intolleranza che mostrano verso il presidente del Consiglio. Sono ossessionati da Giorgia Meloni. E ogni tanto riescono persino ad ammetterlo come è capitato a Romano Prodi. Ecco allora che inevitabilmente le opposizioni in piena stagflazione alzino i toni con uscite sgrammaticate, come quella del grillino Silvestri che improvvidamente ha parlato di ginocchiere per Meloni. Un attacco inelegante e inappropriato ma soprattuto una mossa politica sbagliata nella sostanza. Meloni che si piega alle cancellerie internazionali è quanto di più lontano dalla realtà. Ma come prima la accusano di isolamento e ora di subalternità?








