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“Il nostro compito ora è fare tutto il possibile per garantire che a Putin non resti altra via”
Il 3 giugno, giorno di apertura del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, alcuni droni ucraini hanno colpito la città. Il 4 giugno, Volodymyr Zelensky ha pubblicato una lettera aperta a Vladimir Putin chiedendo un incontro faccia a faccia e la fine della guerra. Il tono della lettera, tuttavia, era più incline allo scontro che alla conciliazione. Putin ha rifiutato l'incontro.
Fonti della Verkhovna Rada (il parlamento ucraino) che hanno parlato con la testata giornalistica Ukrainska Pravda (UP) hanno dichiarato che i droni e la lettera fanno parte di una più ampia "campagna militare-diplomatica" ucraina, concepita per convincere Putin che non esistono alternative a "negoziati seri".
«Putin non mostra alcun segno di voler procedere rapidamente verso li negoziati. Ci sono però molti segnali indiretti e allusioni da parte delle principali potenze mondiali sul fatto che, entro l'autunno, la situazione potrebbe cambiare in un modo tale da non lasciargli scelta. Il nostro compito ora è fare tutto il possibile per garantire che a Putin non resti altra via», ha riferito a UP una fonte dell'ufficio di Zelensky.








