L’esploratore Max Calderan è specializzato in attraversate desertiche estreme (11 record mondiali). A Fanpage.it ha detto: “Non ho fatto nulla di eccezionale”.
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C'era una volta un bambino che sognava di fare l'esploratore e che 47 anni dopo, ha coronato quel sogno. Max Calderan ha sempre avuto le idee chiare sin da piccolo, animato da un fuoco che lo ha portato a fare imprese straordinarie. La sua specialità? Le attraversate desertiche estreme: detiene 11 record mondiali. Dopo Qatar, Oman e il deserto del Sinai, nel 2020 ha compiuto l'impresa che a 7 anni gli aveva fatto scattare la passione e brillare gli occhi per la prima volta. Ha attraversato a piedi e in solitaria il deserto del Rub' al-Khali (il Quarto Vuoto), il deserto sabbioso più grande del mondo: 1200 Km in 18 giorni. Il percorso fatto, considerato impossibile, ha preso il suo nome: oggi è la Calderan Line. Quel progetto si è trasformato in qualcosa di più grande: è nata la Eqrun Exploration, un'avventura aperta a corridori, camminatori, appassionati del deserto desiderosi di seguire le sue orme in quel territorio fino a qualche anno fa inesplorato. Eppure, Max Calderan non si ritiene un eroe, un uomo fuori dal comune. Con le sue imprese, certamente estreme, pensa di aver semplicemente recuperato quella dimensione primordiale che nel corso dei millenni abbiamo perso, intrappolati in vite frenetiche e schiavi della tecnologia. In fondo un tempo, per l'uomo primitivo era la norma addentrarsi in luoghi sconosciuti guidato solo dall'istinto di sopravvivenza. Abbiamo smarrito quel legame viscerale con Madre Natura, connessione che invece lui sente nel profondo. Max Calderan a Fanpage.it ha raccontato la sua visione e i suoi ambiziosi progetti per il futuro. Max tu sei un esploratore: ma cosa significa questa parola? Non solo da un punto di vista "tecnico", ma cosa significa per te l'essenza di questa parola.










