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Ester Palma

«Rifiutato» dal festival della letteratura di Salerno per le sue posizioni filoisraeliane, lo scrittore parteciperà all'incontro significativamente intitolato «Difendiamo le parole», che aprirà i quattro giorni del festival

«Rifiutato» dal festival della letteratura di Salerno per le sue posizioni filoisraeliane, lo scrittore napoletano Erri De Luca sarà ospite domenica della diciannovesima edizione di «Ebraica», il festival culturale della Comunità ebraica di Roma, il cui tema di quest’anno è «Tikvàh. Essere speranza». Si terrà nell'antico Ghetto alle 19,15 e l'incontro con De Luca, che aprirà i quattro giorni del festival, è significativamente intitolato «Difendiamo le parole». Lo scrittore dialogherà con Maurizio Molinari, per anni corrispondente da Gerusalemme e New York, e poi direttore della Stampa e infine di Repubblica, fino a due anni fa, che commenta: «E' giusto difendere le parole da ogni veleno e intolleranza che le aggredisce nel nostro tempo».

L'intervista e le minacce e gli insulti sui socialLa polemica che coinvolge Erri De Luca, quella che lo trasformato da idolo dei lettori di sinistra (e non solo) in oggetto di minacce e insulti feroci anche sui social (c'è stato chi ha dichiarato di voler bruciare pubblicamente i suoi libri) nasce dalle dichiarazioni rilasciate lo scorso maggio, durante una delle sue tante visite a Gerusalemme (doveva partecipare all'International Writers Festival) in un'intervista a Israel Hayom, uno dei giornali più letti del Paese. Lo scrittore ha affermato che definire quanto accade a Gaza un «genocidio» sarebbe una «distorsione storica e verbale» e si è inoltre definito «sionista», spiegando di intendere il sionismo come il riconoscimento del diritto di Israele a esistere come patria nazionale del popolo ebraico. Parole che gli sono costate subito l'esclusione dal festival «Salerno Letteratura»: gli organizzatori hanno deciso di non affidargli più la prolusione inaugurale, definendo le sue dichiarazioni «divisive» rispetto all'identità culturale dell'evento. Il che ha generato ulteriori polemiche, con alcuni autori e commentatori che hanno parlato di censura e altri che hanno difeso la scelta del festival. De Luca, pur non credente, è da anni uno studioso della cultura ebraica: ha imparato da autodidatta l'ebraico antico e lo yiddish e ha tradotto vari libri dell'Antico Testamento , ma definendole «traduzioni di servizio», ovvero aderenti alla radice materiale e concreta delle parole per offrire un'interpretazione pura e obbediente all'originale, anche secondo l'applicazione del Midrash, l'antico metodo rabbinico di esegesi biblica e raccolta di testi.. Il tutto vissuto come un'esperienza solamente intellettuale ed esistenziale, non religiosa.