Tutta colpa di Martin Scorsese. E di Salman Rushdie. Nel 1988 esce il suo film «L’ultima tentazione di Cristo»: tratto dal romanzo di Nikos Kazantzakis (autore anche del famosissimo «Zorba il greco» del 1946) «L'ultima tentazione» (1951) mostra un Gesù molto umano che sul Calvario accetta di essere salvato da un angelo (in realtà il diavolo) e di sopravvivere, sposandosi e avendo figli. Solo nel finale si scopre che è tutto un “what if” e Cristo accetta la sua morte redentrice. La pellicola suscita molte proteste, viene reputata blasfema e bandita in alcuni Paesi, malgrado Scorsese, come si vede in altri suoi film (come «Silence» del 2016 sulle durissime persecuzioni dei cristiani in Giappone nel Seicento), sia un regista cattolico molto interessato alla spiritualità. È probabilmente questo precedente, oltre alla persecuzione (causata dalla fatwa dell’Ayatollah iraniano Khomeini) verso lo scrittore angloindiano Salman Rushdie per il libro «Versi satanici» (uscito anch’ esso nel 1988) considerato blasfemo per l’Islam, a spingere la DC Comics (casa editrice di personaggi come Batman e Superman) a non pubblicare «Il mattino del mago» («Morning of the Magician»), storia, scritta da Rick Veitch, che sarebbe dovuta uscire nel 1989 su Swamp Thing 88. La serie con protagonista il mostro della palude negli anni Ottanta è uno dei simboli del rinascimento del fumetto americano di supereroi. Creato nel 1971 dallo scrittore Len Wein e dal disegnatore Bernie Wrightson (quest’ultimo maestro dell’horror molto amato da Stephen King) Swamp Thing è lo scienziato Alec Holland trasformato in un mostro della palude. Il personaggio viene rivitalizzato nel 1983 con l’arrivo ai testi dello sceneggiatore inglese Alan Moore (futuro autore di capolavori come «Watchmen» per i disegni di Dave Gibbons o «From Hell» disegnato da Eddie Campbell): Swamp Thing adesso è un elementale, cioè un’incarnazione consapevole e senziente di tutta la vita vegetale con le memorie di Holland.