"Sarebbe un errore archiviare questa vicenda come una semplice scelta personale". E’ in questa considerazione, riportata da una nota di Luigi Di Placido esperto del gruppo Cesena Siamo Noi, la sintesi della reazione suscitata dalla decisione di Paolo Zanfini, ascoltato nella commissione consiliare, di lasciare anzitempo il proprio incarico di direttore scientifico della Malatestiana per un ruolo apicale nella biblioteca Gambalunga di Rimini. "La vicenda - aggiungono dal canto loro anche Enrico Castagnoli e Andrea Imperato di Fratelli d’Italia, sostenuti dalla parlamentare Alice Buonguerrieri - . ha fatto emergere con chiarezza significative criticità di carattere gestionale all’interno della Biblioteca Malatestiana". Ha colpito soprattutto la dichiarazione di Zanfini che, dopo un appassionato excursus sulle molteplici e prestigiose iniziative condotte al vertice della nostra biblioteca nei tre anni del suo mandato, ha fatto cenno alla politica culturale di Rimini, città capace di fare una programmazione decennale. Sotto la lente è finita anche l’incapacità della nostra più prestigiosa istituzione di trattenere le persone. "Zanfini - dicono Castagnoli e Imperato - ha spiegato che, tra le motivazioni che lo hanno portato ad accettare la mobilità vi siano un maggior benessere lavorativo e un’attrattiva verso le progettualità culturali sviluppate dal Comune di Rimini, che pone la cultura al centro del proprio piano strategico". "Negli ultimi anni - evidenzia anche Di Placido - la Malatestiana ha visto susseguirsi numerosi cambiamenti nelle figure di vertice. Direttori e responsabili si sono avvicendati con una frequenza che non può non interrogare la politica e la città. Quando un’istituzione culturale di tale prestigio fatica a garantire continuità nelle proprie guide scientifiche, il problema non riguarda più le singole persone, ma la visione strategica che ne orienta il futuro". "La sensazione diffusa - continua Di Placido - è che, pur in presenza di importanti iniziative e investimenti, la cultura sia stata considerata un settore accessorio. È mancata una visione capace di mettere al centro il ruolo della cultura come fattore di crescita". Di Placido giudica che sia opportuno, a questo punto, a convocare gli Stati Generali della Cultura. "La sorpresa manifestata dell’Amministrazione in questa fase di transizione - aggiungono Castagnoli e Imperato - lascia perplessi sulla gestione e sul futuro: l’assessore Acerbi ha dichiarato di essere stato informato del trasferimento soltanto due giorni prima della sua formalizzazione, nonostante Zanfini avesse iniziato a maturare questa scelta, per sua ammissione, già a partire da settembre 2025. Oltretutto il bando per la posizione aperta da Rimini risale ad inizio febbraio 2026 con scadenza a marzo, un periodo che avrebbe potuto portare già ad altre valutazioni, ma che invece imporrà inevitabilmente tempi più lunghi per il rimpiazzo. Resta l’interrogativo più cogente: perché nell’arco di poco più di cinque anni, la Malatestiana si trova nella condizione di dover individuare un terzo direttore scientifico, subendo questo passaggio, anziché governarlo per tempo?".
Tiro incrociato sul caso Zanfini: "Non è solo una vicenda personale"
Malatestiana, le opposizioni evidenziano criticità gestionali dietro le dimissioni del direttore










