Antonella Bundu è stata sanzionata dalla Questura di Prato per la partecipazione al presidio antifascista del 6 e 7 marzo in piazza Europa. L’ex candidata alla presidenza della Regione per Toscana Rossa ha ricevuto via Pec la notifica di un verbale di accertamento di illecito amministrativo per il presidio antifascista. La contestazione è la violazione dell’articolo 18, commi 1 e 3, del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, il cosiddetto ‘decreto sicurezza’ e la sanzione prevista va da 1.000 a 10.000 euro e sarà quantificata dal Prefetto di Prato.

La Bundu ha potuto leggere la Pec solo ieri: il suo telefono è finito in mare durante il sequestro della Global Sumud Flotilla in acque internazionali da parte delle forze armate israeliane, e per settimane è rimasta priva degli strumenti per comunicare. Il verbale contesta a Bundu di aver contribuito al montaggio di una tenda, di aver preso pubblicamente la parola nel corso di una conferenza stampa e di aver diffuso sui propri profili social l’invito al presidio.

Ieri la Bundu ha tenuto una conferenza stampa a Firenze a cui hanno partecipato Francesca Ciuffi (Sudd Cobas) e Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune). "Le si addebita - hanno detto Ciuffi e Palagi - in sostanza, di aver fatto politica e antifascismo alla luce del sole. Non ci risulta che difendere la memoria di una deportazione e contrastare un raduno neofascista costituisca un pericolo per l’ordine pubblico: ci risulta semmai il contrario".