"Una vergogna, vogliamo giustizia". Mariam Ahmed, diciannovenne, è la sorella maggiore di Hazem Ahmed, il tredicenne ucciso in pieno pomeriggio nel maggio dello scorso anno in viale Vittorio Veneto a Milano, al culmine di una lite durante una compravendita di droga. A pochi metri, ieri sera, familiari e amici si sono radunati per esprimere rabbia e dissenso, ritenendo "ingiusta" la pena a 9 anni e 4 mesi inflitta al 28enne cubano che lo ha ucciso, Randi Martinez Despaigne. L’uomo ha preso la pena minima per il reato di omicidio volontario grazie allo sconto previsto dal rito abbreviato, alla concessione delle attenuanti generiche e all’esclusione delle aggravanti, tra cui quella della minore età della vittima. Secondo i giudici, l’uomo non poteva sapere che Hazem fosse così giovane anche per il suo aspetto, perché dimostrava più dei suoi anni. E questo fatto si è tradotto in una pena più lieve per chi ha inferto quelle coltellate che hanno perforato un polmone e hanno provocato la morte del ragazzo dopo due settimane di agonia al Fatebenefratelli. Ucciso anche il cane del ragazzo. "Per noi non è giustificabile. Sarebbe stata una pena vergognosa anche se Hazem fosse stato maggiorenne. Anche il suo cane ha perso la vita. E poi, perché non fermarsi dopo la prima coltellata? – domanda Mariam –, perché infierire, rincorrendolo quando già sanguinava? Sicuramente ricorreremo in appello". Intanto, ieri, a decine hanno ricordato Hazem nel luogo in cui è stato accoltellato.
La sorella e gli amici di Hazem Ahmed: "Ucciso a 13 anni, vogliamo giustizia"
"Una vergogna, vogliamo giustizia". Mariam Ahmed, diciannovenne, è la sorella maggiore di Hazem Ahmed, il tredicenne ucciso in pieno pomeriggio...






