MESTRE - «Siamo pronti ad aprire il cantiere già ad ottobre, ora dobbiamo allineare i tempi veloci della nostra azione con quelli dell’Unione europea». Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso non solo considera il progetto come già accolto, ma accelera sui tempi. Una dichiarazione rilasciata ieri al rientro dal sopralluogo delle aree di Eni Rewind, 12 ettari già bonificati all’interno dell’ex petrolchimico, con il vicepresidente della Commissione europea per la Prosperità e la Strategia industriale Stéphane Séjourné. Un tour - ad appena un mese dal precedente - organizzato per mostrare come Porto Marghera possa essere il sito idoneo per diventare il primo hub europeo di materie prime critiche, ovvero materiali utilissimi per la transizione ecologica e necessari per l’innovazione tecnologica. Si trovano negli smartphone, negli hard disk, sono alla base di fibre ottiche e laser di molte apparecchiature mediche e nelle batterie per le auto elettriche. Alla precisa tempistica del ministro italiano non sono però seguiti calendari altrettanto certi dal rappresentate della Commissione europea, ma una volontà di velocizzare perché «l’Europa deve essere indipendente - ha detto Séjourné - e per rispondere a questa vulnerabilità abbiamo adottato il Critical raw materials Act, una legislazione che fissa obiettivi chiari per l'Unione europea entro il 2030 su un certo numero di materie prime critiche come litio, alluminio, manganese, magnesio e terre rare». Tutti materiali ora importati da paesi extra Ue, specie dalla Cina con i rischi di choc di approvvigionamenti, come successo con le ultime tensioni nel Golfo Persico.
Terre rare, l'hub di materie prime critiche. Urso: «Pronti con Marghera»
MESTRE - «Siamo pronti ad aprire il cantiere già ad ottobre, ora dobbiamo allineare i tempi veloci della nostra azione con quelli dell’Unione europea». Il ministro delle...
Urso annuncia apertura cantiere ottobre Porto Marghera per primo hub europeo materie prime critiche, supportato da Commissione europea. Risolve vulnerabilità dalla Cina: litio, terre rare, manganese riciclati in Europa proteggono innovazione batterie, smartphone, AI da rischi geopolitici approvvigionamento anziché esportazioni verso Pechino.









