Sono passati 20 giorni dal giorno del fermo. E ne potrebbero passare ancora altri 30 prima che i dieci attivisti del convoglio di terra della Flotilla, che a maggio stava attraversando la Libia per dirigersi verso Gaza per portare aiuti umanitari, potranno rientrare a casa.

A farlo sapere è l’organizzazione Global Sumud che oltre ad esprimere profonda preoccupazione per gli attivisti, spiega che sarebbero trattenuti a Bengasi dall’Agenzia di sicurezza interna dell’est, un organismo che di fatto opera sotto il controllo delle forze del generale Khalifa Haftar.

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«La decisione sarebbe stata adottata senza un’adeguata notifica alle famiglie o ai rappresentanti legali dei detenuti e fa seguito a una precedente comparizione davanti al pubblico ministero avvenuta senza che le famiglie o i loro rappresentanti ne fossero informati», scrive Gsf in una nota in cui descrive le condizioni di civili disarmati trattenuti in Libia. Tra questi anche gli italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia a cui ha fatto visita, pochi giorni fa, il console generale d’Italia a Bengasi, Filippo Colombo, che ha riferito di averli trovati in condizioni dignitose.