A meno di un mese dall'apertura dei lavori del primo termovalorizzatore di Roma ecco saltare fuori dall'area di cantiere un tratto di basolato di un'antica strada romana. Una porzione piccola, in una parte laterale della zona degli scavi. Quanto basta, però, per fermare temporaneamente i lavori.
Il reperto archeologico è stato scoperto un paio di giorni fa alla presenza dell'archeologo incaricato delle attività di supervisione ma il Campidoglio ne ha parlato solo oggi. "Come previsto dalle normative in materia e come concordato con gli enti competenti - ha fatto sapere tramite una nota - dopo il ritrovamento sono state effettuate le attività di pulizia del reperto al fine di poter effettuare i rilievi del caso. Nella giornata di ieri è stato effettuato il sopralluogo della Soprintendenza, e in attesa delle relative determinazioni ed eventuali prescrizioni in quel punto del cantiere, un'area molto limitata e perimetrale, i lavori sono temporaneamente sospesi".
Gli archeologici della Soprintendenza, gli architetti e gli ingegneri dovranno ora capire come procedere. Bisognerà verificare se la posizione dei resti è compatibile con il progetto o se, in caso contrario, sarà necessario, come avvenuto in diversi casi recenti, basti pensare alla linea C, al tunnel sotto piazza Pia o alla nuova piazza Augusto Imperatore, smontare i reperti per poi rimontarli alla fine dei lavori sullo stesso sito o altrove. Sembra invece molto difficile che il ritrovamento possa fermare l'opera. Anche se questa è la speranza dei comitati che si battono contro il termovalorizzatore e che ancora ieri hanno chiesto, alla luce e delle scoperte, di bloccare definitivamente il progetto.






