Alberto Stasi esce dal carcere e ottiene l'affidamento in prova ai servizi sociali. Lo ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Milano accogliendo l'istanza della difesa, su cui la procura generale aveva dato parere favorevole. La notizia, anticipata dal Tg La7, è stata confermata all'ANSA da fonti qualificate. Stasi era in regime di semilibertà. La concessione dell'affidamento in prova non è collegata con l'eventuale procedimento di revisione del suo processo, per la quale la difesa presenterà istanza.
L'udienza Il Tribunale di Sorveglianza di Milano si è riservato sulla richiesta di concedere l'affidamento ai servizi sociali ad Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l'omicidio di Chiara Poggi. Dal 2015 Stasi è detenuto a Bollate e dal 2023 lavora all'esterno dell'istituto penitenziario con mansioni amministrative e contabili, rientrando in cella la sera. L'eventuale concessione, attesa a giorni, nulla c'entra con la richiesta di revisione che la difesa Stasi non ha ancora presentato. Alberto Stasi era presente in aula e ha risposto, come sempre accade in questi casi, alle domande dei magistrati che di solito vertono sulla vita in carcere, sul lavoro e sui comportamenti dietro le sbarre. A lui, in particolare, sono state poste pochissime domande, da quanto si è saputo, e l'udienza è durata circa mezz'ora. La sostituta pg Valeria Marino ha dato il suo parere favorevole all'affidamento in prova ai servizi sociali, sottolineando la buona condotta, le relazioni positive del carcere e in particolare dell'area educativa, ma anche il comportamento tenuto dal condannato dopo un'intervista televisiva, per la quale la Procura generale milanese aveva chiesto di annullare con rinvio il provvedimento con cui Stasi aveva ottenuto la semilibertà nell'aprile 2025. La Cassazione, però, l'aveva confermata. La pg oggi ha messo in luce anche il fatto che l'ex bocconiano e contabile era presente in aula, pronto al confronto e con atteggiamento pacato. Non ha fatto più interviste dopo quell'ultima e, sempre secondo il parere positivo della Procura generale, ha accettato la condanna, anche se ovviamente può continuare a proclamarsi innocente. E sta risarcendo i familiari di Chiara Poggi.Cos'è l'affidamento in prova L'affidamento in prova è una sanzione penale che consente al condannato di espiare la pena detentiva per un periodo uguale alla pena inflitta, o comunque quella residua, in regime di libertà assistita e controllata. L'applicazione dell'affidamento da un lato fa venir meno ogni rapporto del condannato con l'istituzione carceraria, e dall'altro comporta l'instaurarsi di una relazione di tipo collaborativo con l’ufficio di esecuzione penale esterna. A questo fine, viene elaborato un programma di trattamento individuale, che declina le attività che il reo dovrà svolgere, gli obblighi e gli impegni cui deve attenersi ed i controlli cui sarà sottoposto. L’esito positivo del periodo di prova, la cui durata coincide con quella della pena da scontare, estingue la pena ed ogni altro effetto penale.










