La vicepresidente della Camera, Anna Ascani, sulla parità di genere a ottant’anni dalla nascita della Repubblica: “L’eguaglianza c’è a parole, ma non nella sostanza”, ha detto a Fanpage.it. La deputata denuncia il ritardo dell’Italia nell’attuare l’articolo 3 della Costituzione e nel garantire welfare e pari opportunità reali.

Anna Ascani, deputata del Partito democratico e vicepresidente della Camera.

"Non fare solo memoria, ma anche capire che strada dobbiamo intraprendere per raggiungere effettivamente la parità". È questo il senso del ciclo di incontri "L'Italia delle donne" che la vicepresidente della Camera dei deputati, Anna Ascani, ha promosso e che è stato inaugurato ieri, giovedì 11 giugno. A colloquio con Fanpage.it, Ascani spiega che rispetto all'intenzione, sancita dalla Costituzione nell'articolo 3, di rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto l'uguaglianza dei cittadini, "noi siamo molto indietro". "A parole abbiamo stabilito che le donne devono poter accedere alle cariche più alte, che devono avere pari opportunità, che devono essere pagate tanto quanto gli uomini, ma l'assenza di welfare che le accompagni e sostenga veramente ci dice che in fondo la battaglia per quel "di fatto" non è stata ancora pienamente onorata: l'eguaglianza c'è a parole, ma non c'è di fatto".