Conti in ordine, ma il dibattito politico resta aperto sulla capacità di trasformare i numeri in una prospettiva per la città. Il Consiglio comunale di Oristano ha approvato il rendiconto 2025 con 13 voti favorevoli e 5 contrari, certificando un risultato di amministrazione positivo di oltre 25 milioni di euro e un utile di esercizio di 2,5 milioni. Dietro i dati contabili, però, maggioranza e opposizione hanno offerto letture profondamente diverse dello stato di salute della città.

Presentando il documento, l’assessore al Bilancio Simone Prevete ha definito il rendiconto «un atto di verifica» che misura «i risultati» raggiunti dall’amministrazione. Ha rivendicato gli investimenti nei servizi sociali, nelle opere pubbliche, nella cultura e nello sport, sostenendo che il 2025 sia stato l’anno in cui Oristano ha posto «le fondamenta più solide del proprio sviluppo futuro».

Le critiche dell’opposizione si sono concentrate soprattutto sulla distanza tra la solidità dei conti e le prospettive della città. Umberto Marcoli ha ricordato che la quota realmente disponibile dell’avanzo è «poco più di 300 mila euro», evidenziando l’aumento dei residui attivi e sostenendo che il problema non sia la tenuta finanziaria ma «la mancanza di una prospettiva forte e condivisa». Sulla stessa linea Maria Obinu, che ha contestato l’efficacia delle politiche sociali e denunciato l’assenza di interventi sul problema della casa e sullo spopolamento, mentre Francesco Federico ha parlato di una città che continua ad allargarsi pur perdendo abitanti e senza una strategia sull’housing sociale. Anche Giuliano Uras ha lamentato l’assenza di una visione capace di indicare «quale città può diventare» Oristano.