Alberto Stasi ottiene un nuovo importante beneficio penitenziario. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto la richiesta della difesa concedendogli l'affidamento in prova ai servizi sociali, misura che gli permetterà di proseguire il percorso di reinserimento fuori dal carcere. La decisione è arrivata con il parere favorevole della Procura generale e non è legata alla possibile revisione del processo per l'omicidio di Chiara Poggi, sulla quale i suoi legali intendono presentare una specifica istanza.

Gli anni di reclusione Condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni di reclusione per il delitto avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, Stasi negli ultimi anni ha progressivamente ottenuto alcuni benefici previsti dall'ordinamento penitenziario. Dopo un lungo periodo trascorso nel carcere di Bollate, il suo percorso è stato caratterizzato da una condotta giudicata positiva dagli organi competenti, elemento che gli ha consentito di accedere gradualmente a misure meno restrittive. Nel corso della detenzione, Stasi non ha mai rinunciato a sostenere la propria estraneità ai fatti. Una posizione che, secondo il Tribunale di Sorveglianza, non rappresentava di per sé un ostacolo alla concessione dei benefici, purché accompagnata da un percorso personale e comportamentale adeguato. Parallelamente, nel 2018 aveva raggiunto un accordo civile con la famiglia Poggi, impegnandosi a versare un risarcimento di 700 mila euro (inferiore rispetto all'inizale milione e 500 mila euro), somma che ha iniziato a corrispondere attraverso il proprio lavoro.La svolta a inizio 2023 Una svolta significativa era arrivata all'inizio del 2023, quando il Tribunale di Sorveglianza di Milano aveva autorizzato il lavoro esterno. Stasi ha iniziato a uscire quotidianamente dal carcere per svolgere mansioni amministrative presso un'azienda, rientrando poi in istituto al termine della giornata nel rispetto di rigide prescrizioni sugli orari, gli spostamenti e i controlli. I giudici avevano ritenuto che il reinserimento lavorativo potesse favorire il suo percorso trattamentale, pur tenendo conto della sua costante proclamazione di innocenza. L'affidamento in prova L'affidamento in prova ai servizi sociali rappresenta ora un ulteriore passo nel percorso previsto per i detenuti che dimostrano di poter proseguire il reinserimento al di fuori del carcere. La misura arriva mentre resta aperto il fronte giudiziario legato alla nuova inchiesta sul caso Garlasco, che potrebbe portare la difesa a chiedere la revisione della condanna. Tuttavia, come precisato dagli stessi ambienti giudiziari, la decisione del Tribunale di Sorveglianza è fondata esclusivamente sulla valutazione del percorso carcerario di Stasi e non sugli sviluppi investigativi più recenti.