Dalla Locride alla Nazionale italiana, passando per sacrifici quotidiani, campi di provincia e una crescita costante: è il percorso raccontato da Costantino Favasuli, centrocampista del Catanzaro, intervenuto a un incontro promosso dalla Lnd Calabria nella sede di Catanzaro. Al centro del dibattito la valorizzazione dei giovani talenti e le opportunità offerte dal calcio ai ragazzi del territorio.
“Devo tutto ai miei genitori”: il racconto personale del centrocampista
Favasuli ha ripercorso le tappe della sua crescita sportiva, sottolineando il ruolo centrale della famiglia. “Se sono qui lo devo soprattutto a mio padre e a mia madre – ha dichiarato – ma in particolare a lui perché mi ha trasmesso la passione per questo sport e ha fatto enormi sacrifici per me”. Un percorso fatto di allenamenti con ragazzi più grandi e di una crescita maturata attraverso esperienze che, ha spiegato, gli hanno lasciato “qualcosa in ogni tappa”.
Catanzaro e la svolta: “Mi hanno dato cuore e anima”
Ampio spazio anche al legame con il Catanzaro, definito dal calciatore un passaggio fondamentale della sua carriera. “Ho trovato un gruppo straordinario – ha detto – e compagni incredibili. Stavamo facendo qualcosa di magico che resterà nella storia. Mi hanno trasmesso cuore e anima: non è una cosa scontata nel calcio”. Un’esperienza definita “un anno pazzesco”, sia sul piano sportivo che umano.








