Bangkok si è svegliata nel lutto per la morte della principessa Bajrakitiyabha Narendira Debyavati, primogenita del re Maha Vajiralongkorn, annunciata dall’Ufficio della Casa Reale. La principessa, 47 anni, è deceduta dopo essere rimasta ricoverata dal 2022, in seguito a un collasso legato a un problema cardiaco e, secondo le comunicazioni più recenti, a complicazioni gravi tra cui un’infezione addominale e il deterioramento delle sue condizioni generali.
Il governo thailandese ha disposto un periodo di lutto ufficiale di 15 giorni, con bandiere a mezz’asta negli uffici pubblici e nelle scuole, mentre ai cittadini è stato chiesto di proseguire la vita quotidiana con sobrietà e rispetto. Anche l’informazione televisiva ha attenuato toni e colori, in una ritualità pubblica che in Thailandia accompagna spesso gli eventi della famiglia reale come un fatto nazionale, non soltanto dinastico.
Bajrakitiyabha non era solo una principessa reale. Laureata in giurisprudenza, aveva studiato alla Cornell University ed era conosciuta come avvocata, diplomatica e funzionaria impegnata su temi di giustizia e reinserimento sociale. In Thailandia era spesso chiamata informalmente “la principessa avvocata”, un soprannome che rifletteva la sua immagine di royal moderna, istruita, internazionale e relativamente distante dall’iconografia più tradizionale della corte di Bangkok.










