Venerdì la famiglia reale thailandese ha annunciato la morte della principessa Bajrakitiyabha Mahidol, la prima di sette figli del re Maha Vajiralongkorn e uno dei membri più noti, popolari e influenti della famiglia. Aveva 47 anni, e da tre era in coma per via di alcuni gravi problemi cardiaci causati da un’infezione batterica.
Bajrakitiyabha aveva ricoperto diversi incarichi pubblici in Thailandia. Tra le altre cose lavorò come procuratrice, per la missione thailandese alle Nazioni Unite e come ambasciatrice in Austria dal 2012 al 2014. Era anche molto conosciuta per le sue campagne a difesa dei diritti delle detenute e per le sue richieste di riformare il sistema penale per renderlo meno severo, in particolare per quanto riguarda il consumo di droghe illegali, che è punito con pene severissime.
In Thailandia il re è ufficialmente il capo dello Stato e delle Forze Armate, ed è tradizionalmente considerato una specie di divinità, tanto che la legge punisce il reato di lesa maestà con pene fino a 15 anni. Prima che la sua salute si aggravasse si pensava che Bajrakitiyabha avrebbe potuto avere un ruolo importante nella successione di Vajiralongkorn, che è una faccenda delicata.
Il re ha 73 anni e non ha ancora nominato un erede ufficiale. Dopo il divorzio dall’attrice Sujarinee Vivacharawongse, che lui aveva accusato di adulterio, a quattro dei cinque figli avuti con lei sono stati tolti i titoli reali, mentre sembra che alla quinta, la principessa Sirivannavari, non interessi diventare regina. L’erede più probabile sarebbe quindi il principe Dipangkorn, che ha 21 anni e alcuni problemi di salute. Le vicende private della famiglia reale comunque restano estremamente riservate, e anche discuterne apertamente può essere punito in base alla legge sulla lesa maestà.










