Beatrice Arnera ha risposto pubblicamente alla copertina di un settimanale che speculava su una sua presunta gravidanza. La sua riflessione, partita da un episodio banale fuori dalla scuola di sua figlia, tocca qualcosa di più profondo del gossip

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Il vezzeggiativo come armaDietro ogni pancia c’è una storia che non ti appartieneIl corpo delle donne non è uno spazio pubblicoIl giornalismo ha una responsabilità che non può scaricareSmettere di guardare, imparare ad incontrare

Beatrice Arnera era in vacanza al mare, si godeva il sole, l’acqua, probabilmente un gelato. Come chiunque. Poi è arrivata la copertina di un settimanale, con quelle due parole appiccicate sopra la sua pancia in costume: “pancino sospetto”. La storia che segue la conosciamo tutti a memoria, perché si ripete con stanca precisione da decenni.