Il Regno Unito vuole diventare il primo paese al mondo a impedire ai minori di accedere a contenuti sessualmente espliciti da smartphone e tablet, avvalendosi del supporto e della collaborazione delle Big Tech. Proprio in questi giorni, infatti, in occasione della London Tech Week il primo ministro britannico Keir Starmer ha invitato Apple e Google ad “attivare funzionalità integrate o adottare soluzioni tecniche”, sia sui dispositivi già in uso sia su quelli di nuova vendita, per evitare che i più piccoli possano scattare, inviare o visualizzare immagini di nudo. “Non si tratta di una sfida impossibile. Queste sono alcune delle aziende più innovative al mondo e credo che siano in grado di risolverla”, ha chiosato Starmer, dando alle compagnie un ultimatum di 3 mesi per riuscire a mettere in campo le azioni richieste, al termine dei quali il governo trasformerà l'invito in una vera e propria normativa, con tanto di sanzioni economiche e legali.Il piano britannicoNel corso degli ultimi mesi il Regno Unito si è dimostrato decisamente proattivo nei progetti riguardanti la tutela dei minori, in cui ha coinvolto sin da subito le grandi aziende del settore tech. Già da qualche tempo, infatti, la società madre di iPhone e iPad ha introdotto un sistema che blocca le immagini di nudo sulle app proprietarie dei suoi dispositivi. E più di recente, poi, ha aggiunto una funzione di verifica dell'età per gli utenti britannici, così da assicurarsi che soltanto i maggiori di 18 anni possano accedere a siti e app dedicati agli adulti. Eppure, nonostante questi accorgimenti, il “rilevamento della nudità non viene applicato alla fotocamera o alle app in generale, ai servizi di messaggistica di terze parti o alle funzioni di ricerca, il che significa che i bambini possono ancora scattare, visualizzare, condividere e salvare immagini di nudo”. Per ovviare a questa situazione, quindi, il governo britannico ha chiesto ad Apple e Google di bloccare l'accesso a contenuti sessualmente espliciti sui dispositivi di loro produzione per impostazione predefinita, in modo che possa essere disattivata solo tramite verifica dell’età.“Le aziende dovrebbero attivare queste protezioni di default, per ogni minore, su ogni dispositivo. Diamo loro tre mesi di tempo per dimostrarci che faranno la cosa giusta”, ha dichiarato il ministro della Tecnologia Liz Kendall, sottolineando quanto sia importante un'azione tempestiva da parte delle Big Tech. D'altronde, una soluzione in linea con i piani del primo ministro britannico sembra essere già disponibile. L'azienda di tecnologia per la sicurezza SafeToNet, come si legge in una lunga nota condivisa dal governo sul tema, ha già reso disponibile un software in grado di rilevare e bloccare le immagini di nudo sui dispositivi dei minori e impedire di scattare foto se la fotocamera rileva la presenza di un bambino. “Abbiamo dimostrato che con la tecnologia HarmBlock, le misure di sicurezza integrate nel dispositivo, a prova di manomissione, possono impedire ai bambini di vedere, filmare e trasmettere contenuti espliciti - ha commentato il presidente di SafeToNet Richard Pursey -. Funziona in tempo reale, compreso il live streaming, e cosa fondamentale, protegge anche i diritti alla privacy del bambino poiché nessun dato entra o esce dall’applicazione”.Le preccupazioni per la privacyL'annuncio di Keir Starmer ha scosso profondamente non solo i vertici delle aziende del settore tech, ma anche gli esperti della privacy e della sicurezza. Silkie Carlo, direttrice dell'organizzazione Big Brother Watch, ha aspramente criticato le misure proposte dal governo britannico che, a detta sua, rischiano di diventare più uno strumento di sorveglianza su larga scala che un supporto alla tutela dei minori: “L’obbligo imposto dal governo che tutti i telefoni in Gran Bretagna siano dotati di software di identificazione e sorveglianza rappresenta un punto di non ritorno che renderebbe il Regno Unito uno dei regimi Internet più autoritari al mondo. Questa estrema censura tecnologica richiede un rigoroso controllo pubblico e parlamentare che al momento è totalmente assente”. Un'opinione condivisa anche da James Baker, responsabile del programma Platform Power dell'organizzazione a difesa dei diritti digitali Open Rights Group: “Questo trasformerebbe ogni telefono in un dispositivo di sorveglianza”. L'impossibilità di accedere a contenuti per adulti, previa la verifica dell'età, rappresenta una vera e propria minaccia alla privacy degli utenti, oltre che alla loro libertà.In questo senso, le critiche più dure arrivano dall'app di messaggistica Signal che, in una lunga dichiarazione pubblica, ha espresso le sue preoccupazioni circa l'uso di una tecnologia in grado di scansionare le immagini presenti sui dispositivi degli utenti al fine di bloccare quelle più esplicite, definendola “pericolosa” e “distopica”. Il rischio, infatti, è duplice: che questa si trasformi in uno strumento di sorveglianza dei cittadini britannici o, peggio, in uno di censura di massa. “Obbligare tutti i residenti nel Regno Unito a dimostrare la propria età e/o a sottoporre a scansione tutti i propri contenuti, semplicemente per esercitare il loro diritto fondamentale alla comunicazione, è una proposta pericolosa - scrive Signal -. Sappiamo che le capacità di sorveglianza di massa e di censura, per quanto sincere possano sembrare le promesse di chi le avvia, non rimangono mai limitate a un ambito ristretto. Una volta create, verranno ampliate, formando uno strumento pericoloso che verrà utilizzato sia nel Regno Unito che all'estero per censurare e sorvegliare qualsiasi cosa possa essere considerata una ‘minaccia’ o un ‘contenuto dannoso”. Una critica tutt'altro che sottovalutabile, ma che non sembra fermare le intenzioni del primo ministro britannico.
Il Regno Unito vuole bloccare le immagini di nudo sui dispositivi dei minori, a scapito della privacy di tutti
Da strumento per la tutela dei minori a mezzo per la sorveglianza di massa: il disegno del primo ministro britannico sta facendo discutere










