Genova – Da oggi il ponente genovese ha il suo primo sportello antiviolenza. Un presidio nato per colmare una lacuna che interessava un vasto territorio cittadino, da Cornigliano fino a Voltri, dove finora mancava un servizio di prossimità dedicato alle donne vittime di violenza. Lo sportello, operativo con una prima fase sperimentale, è stato intitolato a Mara Tommei, figura molto conosciuta e stimata nel territorio per il suo costante impegno a favore delle donne, scomparsa il 13 giugno 2024. Fino a oggi le donne residenti nei quartieri del ponente erano costrette a rivolgersi agli istituti presenti nelle zone più centrali della città, affrontando spostamenti spesso complicati e, in alcuni casi, incompatibili con la necessità di mantenere riservatezza e sicurezza. Un'esigenza emersa da tempo e che ha richiesto un lungo lavoro preparatorio. «Ci sono voluti due anni e mezzo, ma alla fine siamo riusciti a trovare un luogo in cui aprire questo servizio», spiega l'assessora municipale ai Servizi alla Persona e alle Politiche di Genere Maria Neri. Per ragioni di sicurezza, l'indirizzo della sede non verrà ancora reso pubblico. Una scelta condivisa con gli operatori e motivata dalla necessità di tutelare sia le donne che si rivolgeranno allo sportello sia il personale impegnato nell'accoglienza: «Vogliamo essere prudenti». Il nuovo presidio sarà gestito dagli operatori del Centro Antiviolenza Mascherona, realtà che da anni rappresenta un punto di riferimento in città. Le professioniste si alterneranno nei colloqui e nelle attività di ascolto, garantendo gli stessi standard qualitativi del centro principale. «Non si tratta di uno sportello improvvisato – evidenzia ancora Neri –. Avremo un servizio di qualità, gestito da chi da tantissimi anni si occupa davvero del problema. La differenza è che ora sarà decentrato e più vicino alle donne del territorio». La fase iniziale prevede due aperture mensili, il venerdì mattina. E i primi segnali sembrano già confermare la necessità di questo presidio: «Per la prima giornata sono stati fissati tre appuntamenti. Era necessaria una presenza sul territorio, avere un servizio vicino rappresenta una possibilità in più per chiedere aiuto». L'obiettivo è di costruire una rete sempre più capillare. Lo sportello lavorerà infatti in stretta collaborazione con servizi sociali, scuole e realtà del territorio, cercando di intercettare situazioni di fragilità che spesso restano nascoste: «Vogliamo arrivare anche a quelle donne straniere che fanno fatica a integrarsi». L'intitolazione a Mara Tommei aggiunge un forte valore simbolico all'iniziativa. La sua figura è stata per anni un punto di riferimento discreto ma costante per molte donne del territorio. Una presenza che ha lasciato un segno profondo nella comunità: «Una donna emancipata che si è sempre spesa per le donne, cercando di aiutarle. Una donna per le donne». Le fa eco il presidente del Municipio, Fabio Ceraudo: «Mara era una presenza silenziosa, ma decisiva. Era quella persona che vedeva ciò che gli altri non vedevano, che ascoltava quando gli altri avevano fretta, che si fermava quando tutti passavano oltre». Per Ceraudo, il nuovo sportello non rappresenta soltanto un servizio, ma anche un impegno collettivo: «Il nome di Mara Tommei non è un ricordo. È una promessa. La promessa che nessuna donna debba più sentirsi invisibile, sola, senza via d'uscita».