CONEGLIANO - Quando accoltellò il padre mentre dormiva si trovava in una sorta di «stato psicotico». E pertanto era, al momento del fatto, sostanzialmente «incapace di intendere e di volere». Sono, in sunto, gli esiti della perizia psichiatrica condotta sul 19enne di Conegliano accusato di aver conficcato, nella notte tra il 10 e l’11 novembre, per due volte di seguito, un coltello da cucina nell’addome del padre 66enne, mentre questo dormiva. Il giovane, che si trova ora in carcere a Padova, si era fin da subito dichiarato pentito e molto provato dall’accaduto. Nei suoi confronti il pubblico ministro titolare del fascicolo d’indagine Davide Romanelli aveva richiesto un incidente probatorio per effettuare appunto una perizia psichiatrica sul giovane.

Oggi (12 giugno), in aula, la dottoressa Palleschi ha riferito i risultati della consulenza. Che ha evidenziato nel 19enne un grave disturbo psichiatrico. In sostanza si parla di episodi psicotici che, secondo quanto valutato dal perito, il giovane aveva anche quando accoltellò il padre. La consulente ha concluso quindi dichiarando il ragazzo incapace di intendere e di volere al momento di fatto. Nonché incapace di stare in giudizio. Fermo restando l'elevata pericolosità sociale che il 19enne continua a rappresentare.Il pubblico ministero Romanelli ha quindi chiesto nei suoi confronti l'applicazione di una misura di sicurezza provvisoria in un ospedale psichiatrico. Secondo la dottoressa Palleschi, infatti, il carcere non è il luogo adatto per il 19enne: lì le condizioni del ragazzo, complice anche l'astinenza da cannabinoidi, sono peggiorate. Sulla decisione, il giudice delle indagini preliminari Piera De Stefani si è riservato.