La cruda descrizione dei fatti non dà spazio a interpretazioni, supposizioni o dubbi sulla crudeltà dell'azione della Dal Pino, eppure c'è qualcosa che non quadra

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Forse Cinzia Dal Pino dice la verità: non voleva uccidere il cittadino marocchino, Noureddine Mergui, però l'omicidio è stato compiuto. Un assassinio non si giustifica, ma si può comprenderne le cause. Se descriviamo la dinamica con cui la Dal Pino investe con il suo Suv il marocchino, anche per questa circostanza non ci sono argomenti che giustifichino il volontario investimento. Insomma, tutti d'accordo: l'assassinio si condanna; il motivo che porta la Dal Pino a travolgere il ladro non giustifica una reazione tanto grave per le sue conseguenze: un evidente sproporzione tra il reato e la difesa dall'azione criminale.La cruda descrizione dei fatti non dà spazio a interpretazioni, supposizioni o dubbi sulla crudeltà dell'azione della Dal Pino, eppure c'è qualcosa che non quadra, come se qualcuno stia bussando alla porta e non non andiamo ad aprirgli pur sapendo perfettamente chi sia. O chi siano. Insicurezza, paura, disagio, sentimento di abbandono da parte di chi dovrebbe difenderci, assenza di tutele, mancanza di fiducia nella legge.