Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciHo assistito al cinema Arlecchino al film “Love for Steve”. La regista Luisa Grosso ha dato voce ad un capitolo straordinario della vita culturale di Bologna, diventata, tra gli anni 80 e 90, una piccola capitale della musica jazz a livello mondiale. Allora si era trasferito a Bologna Steve Grossmann, grande sassofonista americano. Un saggio di arte cinematografica che mostra uno spaccato di storia bolognese non a tutti noto.
Maria Giulia Boschi
Risponde Beppe Boni
Sotto le due Torri la tradizione della musica jazz ha radici profonde. La passione bolognese per questo genere esplose nel dopoguerra grazie all’Hot Club e al Circolo del Jazz, che portarono in città mostri sacri come Ella Fitzgerald e Duke Ellington. Poi negli anni altri personaggi hanno sviluppato il genere. La Doctor Dixie Jazz Band, fondata nel 1952 dal medico Nardo Giardina, è una delle formazioni più longeve d’Europa che ha portato il nome di Bologna ovunque. Nelle sue fila hanno militato il regista Pupi Avati e Lucio Dalla, facendone un’icona di simpatia e arte musicale con grandi firme . Alberto Alberti, storico produttore e organizzatore, ha legato il suo nome alle grandi rassegne cittadine che dagli anni ‘50 e ‘60. Nel corso degli anni il Festival ha ospitato big come Chet Baker, Miles Davis, Charles Mingus, Dizzy Gillespie, Thelonios Monk, Michel Petrucciani, i quali riempivano teatri, club e il Palazzo dello Sport di Piazza Azzarita.







