Achille Barosi, Chiara Costanzo, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti, Sofia Prosperi ed Emanuele Galeppini non avevano bevuto alcolici e non avevano assunto sostanze stupefacenti. Le sei vittime italiane della strage di Capodanno erano lucidi quando hanno provato a scappare dal Le Constellation ma sono rimasti intrappolati. L’esito degli esami autoptici aggrava le posizioni dei coniugi Moretti per i quali i legali delle famiglie chiedono l’indagine per omicidio con dolo eventuale

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I sei giovani italiani morti nella strage di Crans-Montana non avevano assunto sostanze stupefacenti né alcol. A stabilirlo sono i risultati delle autopsie disposte sui corpi di Achille Barosi, Chiara Costanzo, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti, Sofia Prosperi ed Emanuele Galeppini che hanno confermato i decessi per colpa delle ustioni o per le inalazioni del fumo dell’incendio. I ragazzi, dunque, al momento del rogo scoppiato la notte di Capodanno nel locale Le Constellation della località svizzera, erano perfettamente lucidi e in grado di scappare. A impedirglielo, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, sono state le vie di fuga chiuse che li hanno intrappolati all’interno, insieme alle altre vittime.