L’industria videoludica italiana ha superato la sua fase pionieristica e si sta affermando come un comparto in crescita all’interno dell’economia digitale nazionale. La transizione da un ambiente frammentato di micro-imprese a una filiera più strutturata è confermata dai numeri dell’ultimo rapporto IIDEA 2024, che restituisce la fotografia di un settore in accelerazione, con un fatturato stimato tra i 180 e i 200 milioni di euro e una crescita del 36% rispetto al 2022. È un’industria giovane, in cui l’80% degli addetti ha meno di 36 anni, e fortemente orientata all’innovazione creativa. Degli oltre 80 titoli attesi entro il 2026, 62 saranno basati su proprietà intellettuali originali e non su franchise già esistenti.

Torino come laboratorio del videogioco In questo scenario, Torino consolida il suo ruolo di crocevia per talenti tecnologici e creativi grazie a Quickload, l’acceleratore dedicato alle imprese nascenti del videogioco, arrivato alla quinta edizione. L’iniziativa riaprirà i battenti sotto le storiche volte delle OGR Torino, inaugurando una nuova stagione che partirà ufficialmente il 15 giugno e si concluderà il 2 ottobre 2026. Il programma nasce dalla collaborazione tra l’innovation hub OGR Torino, la software house 34BigThings e il programma Microsoft ID@Xbox, partner strategico per offrire alle giovani realtà un collegamento diretto con l’ecosistema delle console. A questa rete si aggiunge, come novità dell’edizione 2026, poncle, lo studio fondato da Luca Galante e noto a livello internazionale per il successo di Vampire Survivors. Il progetto europeo GAME-ER Quickload si inserisce inoltre nel più ampio contesto europeo di GAME-ER, Gaming Clusters Across Multiple European Regions, progetto internazionale di ricerca della durata di 36 mesi, sostenuto dal programma Horizon Europe e dedicato allo studio dei poli territoriali dell’industria videoludica: come nascono, come si sviluppano e come riescono a sostenersi nel tempo. Torino è uno dei sei cluster europei al centro dello studio, insieme a Dundee, Lione, Bordeaux, Brno e Fundão. L’obiettivo è analizzare alcune tra le realtà più significative del continente per fornire alle istituzioni raccomandazioni pratiche, un toolkit metodologico interattivo e strumenti concreti per favorire la crescita e la competitività degli ecosistemi videoludici locali. La nuova classe di startup Per l’edizione 2026 di Quickload sono arrivate 30 candidature, da cui sono stati selezionati 6 studi. I team scelti, supportati da un incentivo economico e dall’accesso agli spazi delle OGR Tech, affronteranno un percorso intensivo di quattro mesi. L’obiettivo non è soltanto tecnico, ma anche strategico: formare le startup negli ambiti dell’amministrazione, della gestione aziendale e dello sviluppo business, fornendo loro basi solide per dialogare con l’industria globale. Le startup saranno affiancate da professionisti ed esperti italiani e internazionali attraverso mentorship, talk e workshop in presenza. Cinque anni di risultati Attivo dal 2021, Quickload ha già accelerato 22 studi indipendenti. Il legame con il territorio piemontese è forte, con 8 studi formati all’ombra della Mole, ma la rete si estende lungo tutta la penisola, coinvolgendo Lombardia, Campania, Sicilia, Sardegna, Lazio e Marche. La vocazione internazionale è testimoniata anche dalla partecipazione, nelle scorse edizioni, di 3 realtà provenienti da Danimarca, Lituania e Regno Unito. I risultati del lavoro di incubazione sono già visibili. Alcuni studi passati dall’acceleratore torinese hanno avviato collaborazioni con publisher di rilievo come Slitherine. È il caso di FutuRats, al lavoro su un contenuto legato a un marchio globale come Warhammer 40.000, e di Volcanite Games, che per lo stesso editore ha firmato un’espansione della serie strategica Panzer Corps 2. Dal Demo Day al mercato Il percorso dell’attuale classe si concluderà con il Demo Day del 2 ottobre, evento finale in cui i team presenteranno le demo dei loro videogiochi a investitori, publisher e potenziali partner. Dalle idee ai prototipi, dai prototipi al mercato. Quickload continua a dimostrare che l’Italia possiede talento creativo, competenze tecniche e infrastrutture capaci di trasformare progetti emergenti in realtà pronte a competere sul palcoscenico internazionale. GAME-ER viene descritto dal sito ufficiale come progetto di 36 mesi finanziato da Horizon Europe e UKRI, con l’obiettivo di studiare i cluster locali e regionali del videogioco e fornire strumenti e raccomandazioni ai decisori pubblici.