C’è un modo concreto per raccontare la dual career: partire dalle giornate di chi prova a viverla davvero. Emma Carri, 21 anni, originaria di Rovereto, iscritta al secondo anno di Global Law and Transnational Legal Studies all’Università di Torino, ha vinto l’oro nella lotta ai Campionati Nazionali Universitari primaverili 2026. Racconta una studentessa con ottimi voti, un’atleta costante, una fuori sede che ha scelto Torino per crescere e che oggi non la considera più solo la città in cui studia. «Torino è la mia città», dice. «Mi ha accolta fin da subito. All’inizio mi spaventava, venendo da una realtà piccola come Rovereto, poi ho capito che è vivibile, a misura di persona e piena di opportunità. Ho perso completamente il mio accento trentino». Come è arrivato l’oro nella lotta Ai Campionati Nazionali Universitari Emma è arrivata con un obiettivo semplice: vivere bene la gara con la squadra, divertirsi e riscattare il secondo posto dell’anno precedente. Il risultato è stato l’oro, nella lotta.

«Questa medaglia è frutto degli allenamenti, dell’impegno e della costanza che dedico allo sport», racconta. «Mi ha aiutato a vivere gli incontri in maniera serena e ad avere fiducia nelle mie capacità. È stato bello portare avanti il nome del Cus». La chiave, per lei, è stata mentale prima ancora che tecnica. «Penso di aver espresso il mio lato migliore gestendo gli incontri in modo intelligente, senza farmi prendere dal panico di dover dimostrare qualcosa». Una vittoria che lascia consapevolezza: «Sto lavorando bene sia a livello tecnico sia a livello mentale». La doppia carriera: studio e sport Il percorso di Emma Carri è uno dei volti più chiari della doppia carriera. Studiare Global Law significa seguire un corso impegnativo, interamente in inglese, al Campus Einaudi. Allenarsi nella lotta significa spostarsi dall’altra parte della città, gestire sedute, gare, ritiri, esami e lezioni.