Il servizio di intelligence finlandese rivendica il ruolo avuto nell’operazione che ha portato alla condanna, ad Anversa, di Ruslan Meyriev. Secondo il Supo, l’inchiesta ha permesso di disturbare una rete connessa allo Stato islamico, attiva tra Europa e aree limitrofe, capace di finanziare e orientare piani di attacco fuori dal territorio finlandese
Ruslan Meyriev, cittadino di origine caucasica residente in Finlandia, era stato arrestato in Svezia nell’agosto del 2024 e poi consegnato al Belgio in esecuzione di un mandato internazionale. Questa settimana il tribunale belga lo ha condannato a dodici anni di carcere per finanziamento del terrorismo e pianificazione di un attacco con esplosivi nell’ambito di un procedimento legato allo Stato islamico.
Per rendere possibile la condanna, ha spiegato il Supo, il servizio di sicurezza e intelligence finlandese, c’è stata una lunga operazione di contrasto condotta da Helsinki insieme ad altre autorità europee. A ricostruirne la portata è Risto Värtö, responsabile dell’antiterrorismo del Suojelupoliisi, il servizio di sicurezza e intelligence finlandese, in una colonna pubblicata dal Supo stesso. Dietro quella cattura, scrive Värtö, vi era un’operazione di lunga durata condotta dalle autorità finlandesi, che per il Supo ha rappresentato la più ampia operazione antiterrorismo degli ultimi anni.






