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Silvia Turin

I risultati di uno studio giapponese collegano la presenza di vitamina C nel sangue a minori segnali caratteristici di decadimento cognitivo. Attenzione alle dosi e a come assumerla: meglio frutta o integratori?

Livelli più bassi di vitamina C nel plasma sanguigno corrispondono a un volume inferiore di materia grigia nel cervello e a una minore connettività tra un insieme di regioni cerebrali legate a funzioni cognitive come l'attenzione e la memoria autobiografica.

Lo studio Lo sostiene uno studio condotto su 2.044 anziani giapponesi da parte dell'Università di Hirosaki appena pubblicato sulla rivista PLOS One.Nello specifico, i ricercatori hanno misurato il volume della sostanza grigia e bianca del cervello di ciascun partecipante (tutti avevano un’età superiore ai 64 anni). Hanno anche valutato la connettività all'interno della Default Mode Network, una rete chiave coinvolta in processi cognitivi essenziali, associata a diverse funzioni cognitive come l'attenzione e la memoria autobiografica.