Trentacinque partite in tv e cinquantasei in radio. Con una novità: Tiziana Alla, la prima telecronista donna
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Non ci siamo ma ci siamo. Per chi si accontenta, per chi non vuol più pensarci, per chi vuol divertirsi lo stesso, questa sembra essere la consolazione con cui, fino al 19 luglio, la Rai proporrà i Mondiali di calcio agli italiani orfani dei Mondiali di calcio. "Anche se l'Italia non c'è, la Rai ci sarà. E siamo fiduciosi che avremo lo stesso grandi ascolti - prevede Giampaolo Rossi, amministratore delegato, nel presentare i programmi che documenteranno le partitec-. Anche nel 2022 gli Azzurri non c'erano. Ma gli ascolti furono altissimi fin dai gironi preliminari: su 64 partite oltre 20 superarono i 5 milioni. E nelle qualificazioni avemmo più spettatori di Sanremo". Trasformare la bruciante assenza, dunque, in un grande racconto sportivo: questa la sfida.
Dall'inaugurale Messico-Sudafrica, i Mondiali 2026 saranno infatti più giganteschi della storia: ospitati da tre diversi Paesi - Canada, Messico e Stati Uniti - proporranno 108 partite fra 48 nazionali (nell'ultima edizione erano state 32) dentro 16 stadi diversi. "E i motivi d'interesse - sottolinea il direttore di Rai Sport Marco Lollobrigida - sono molteplici. La curiosità per esordienti come Giordania o Uzbekistan (con ct Fabio Cannavaro, vent'anni dopo il trionfo di Berlino) accanto all'ultimo mondiale di Messi e Cristiano Ronaldo; il fatto che per la prima volta si giocheranno anche i sedicesimi di finale, con molte più partite ad eliminazione diretta". E per i telespettatori la novità della prima telecronista Rai a commentare un Mondiale: Tiziana Alla (nella foto). "E speriamo che al prossimo Mondiale - considera lei - questa sia diventata la normalità. 35 le partite in diretta, anche su Raiplay (le ultime, per via del fuso, alle tre di notte) e 56 quelle su Radio 2, sempre commentate dal prima e post partita.















