Lo scenario è da brividi: la navata della cattedrale dei Santi Pietro e Francesco che ospita stasera alle 21, con ingresso libero, la musica colta mettendo a confronto le arie di due giganti del passato che a cavallo di Seicento e Settecento hanno creato musica divina: Antonio Vivaldi e Johann Sebastian Bach. Del musicista veneziano (1678-1741) verranno eseguiti il “Credo in mi minore opera 591” e le celeberrime “Quattro Stagioni”. Del genio tedesco (1685-1750) sarà eseguito il “Concerto per clavicembalo e archi bwv 1058”. “Tra genio e passione” il titolo della serata a cui concorrono l’Orchestra Pisa Sinfonietta, l’associazione culturale San Francesco e il coro della Società Filarmonica Pisana; al clavicembalo la professoressa Erminia Migliorini, violino solista Luca Celoni; dirige l’orchestra il maestro Giovanni Del Vecchio. Il “Credo” è stato composto da Vivaldi fra il 1713 e il 1718 nel periodo veneziano; è costituito da quattro movimenti, il primo impreziosisce i semplici ritmi del coro; il secondo è un breve episodio corale in stile antico; l’ultimo si basa su un motivo di semicrome e si conclude con una fuga. “Le Quattro Stagioni” è il titolo con cui sono noti i primi quattro Concerti per violino dell’opera “Il Cimento dell’armonia e dell’inventione”; pubblicati nel 1725 sono in realtà, per dichiarazione stessa del Prete Rosso (chiamato così per la sua folta capigliatura di quel colore), stati composti assai prima. Molti considerano Bach il più grande musicista di ogni tempo in un sorta di confronto con Beethoven: la sua perfezione armonica e stilista ne fa un autore di riferimento non solo per l’età barocca. I suoi componimenti sacri rappresentano uno dei punti saldi del culto luterano e così la sua contrapposizione al cattolico Vivaldi diventa ancor più interessante. La serata, organizzata dall’associazione Antica Massa Cybea, ha il patrocinio di Provincia e Diocesi.