Effie Webb è una giornalista investigativa specializzata in tecnologia, attualmente scrive per Tbij (The Bureau of Investigative Journalism). Un suo articolo pubblicato a marzo smascherava il progetto dietro il rapper Danny Bones, fatto con l’Intelligenza artificiale e popolare fra le frange di estrema destra, dal The Node Project.

Partiamo dall’oggetto della vostra recente inchiesta: che cos’è il “Node Project”?

Si tratta di un’entità del tutto anonima che si cela dietro la creazione di Danny Bones, un rapper e attivista virtuale generato interamente con l’utilizzo dell’Ia. Il personaggio è diventato molto di tendenza nell’ultimo periodo, soprattutto nel Regno Unito, scalando gli algoritmi dei social. Hanno un sito web ufficiale il cui dominio non risulta registrato nel Regno Unito e non ci sono indicatori chiari o trasparenti su chi ci sia realmente dietro. Ciò che è certo, ed emerge chiaramente dalle nostre analisi, è che sono strettamente collegati al mondo delle criptovalute e a varie meme coin speculative che hanno registrato enormi impennate di valore, inserendosi con forza e tempismo nel dibattito politico britannico attuale.

Rispetto al collettivo che gestisce il Node Project, è possibile che non si tratti necessariamente di militanti della destra radicale, ma piuttosto di soggetti che sfruttano l’odio online per monetizzare?