Un altro colpo per il vicepremier Matteo Salvini. Una dirigente del ministero dei Trasporto, Elisabetta Pellegrini, è indagata dalla procura di Belluno nell’abito dell’inchiesta sulle olimpiadi invernali Milano-Cortina.
Non è passata neanche una settimana dall’inchiesta per corruzione della procura di Roma sul Ponte di Messina. Una vicenda imbarazzante per il leader della Lega che ha fatto di quel progetto il simbolo della sua attività da ministro. Tra gli indagati, oltre a Tommaso Miele, già presidente aggiunto della Corte dei Conti, anche l’ex commissario della Lega in Calabria, Francesco Saccomanno, poi nominato nel consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina spa.
L’INDAGINE su Milano-Cortina non è da meno: Pellegrini non è una funzionaria qualunque ma la fedelissima di Salvini al ministero di Porta Pia e da quattro anni è coordinatrice della struttura tecnica di missione. Si è occupata di tutti i dossier strategici, dalla gara per la concessione dell’autostrada A22 del Brennero alle infrastrutture, ponte sullo Stretto incluso. Il curriculum era dalla sua parte: prima direttrice generale della provincia di Verona, poi chiamata alla regione Veneto dal governatore Luca Zaia con gli incarichi di direttrice del dipartimento infrastrutture e trasporti e capo della struttura di progetto della Pedemontana. Ora il suo nome è stato iscritto nel registro degli indagati per turbativa d’asta su presunte irregolarità nell’affidamento della realizzazione della cabinovia Apollonio Socrepes a Cortina d’Ampezzo. Nella stessa inchiesta erano già finiti nel registro degli indagati l’ad di Simico (Società infrastrutture Milano Cortina), Fabio Massimo Saldini, Valeria Cepi, sua dipendente e responsabile del procedimento della cabinovia, e Angelo Redaelli, ad Graffer (società che si era aggiudicata i lavori pur non avendo mai costruito una cabinovia).










