Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiQuindici miliardi di dollari, sotto forma di credito di imposta, sono tanti anche in un paese come gli Stati Uniti. Tanto più se alla cifra stanziata dal governo federale si sommano i soldi investiti dai governatori nei programmi per costruire case che possano essere affittate a basso costo alle persone più deboli, senzatetto, gente che non ha fissa dimora o comunque in difficoltà economiche tali da non consentire di sopportare un canone di affitto per così dire normale. Eppure, malgrado le nuove abitazioni low rent crescano di numero ovunque, in Oregon, ma anche in California, in Colorado e in molte altre grandi città, ogni sera le strade delle grandi metropoli si affollano di persone che dormono in strada, su cartoni, coperte, materassi di fortuna e spesso al freddo o in ripari di fortuna. Si calcola che soltanto nell’Oregon, a Portland, circa 2000 appartamenti nuovi e immessi nel mercato dell’affitto, siano rimasti disabitati. E ciò si verifica un po’ dappertutto, dal nord al sud e dall’est all’ovest degli States.

A Portland 1.400 $ per un piccolo appartamento

Per capire come mai ciò avvenga, spiega il sito di giornalismo investigativo Propublica, basta considerare che i costruttori, secondo la legge, devono fissare un prezzo di affitto che sia alla portata di coloro che percepiscono fino al 60% del reddito mediano negli Usa. Un tetto piuttosto alto, perché si tratta di 75 mila dollari per una famiglia di 4 persone. Per questo, i canoni di affitto della case ad affitto agevolato costano più o meno quanto quelle del mercato non sussidiato. A Portland per un appartamento con una camera da letto si sborsano 1.400 dollari al mese: una somma alla portata di famiglie che hanno entrate per 75.000 dollari, ma difficilmente sostenibile già per redditi fino a 35 mila biglietti verdi, visto che la pigione mensile ne porterebbe via la metà di un dodicesimo.