Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiSul fisco il Governo viene promosso a metà dall’Ufficio parlamentare di Bilancio (UPB): le modifiche sugli scaglioni Irpef hanno portato ad una maggiore capacità redistributiva ma allo stesso tempo hanno aumentato le disparità tra le varie tipologie di reddito e anche se l’attività di recupero dell’evasione è aumentata l’Italia rimane il paese Ue con il minor tasso di fedeltà fiscale. Ma andiamo con ordine.

Nel rapporto 2026 sulla politica di bilancio presentato ieri alla Camera l’Upb ha messo nero su bianco come la riduzione dell’Irpef per il secondo scaglione di reddito (dal 35 al 33%), affiancato a misure di sostegno già introdotte per i lavoratori dipendenti, ha da una parte, aumentato la capacità redistributiva, mentre dall’altra ha accresciuto la disparità tra i redditi da lavoro dipendente, quelli autonomi, di locazione e delle rendite finanziare.

A questo si aggiunge che gli interventi sull’Irpef che si sono susseguiti nel periodo 2021 e 2025 hanno complicato la struttura dell’imposta sul reddito da lavoro dipendente, determinando un ripido aumento del prelievo in corrispondenza di una crescita anche modesta del reddito imponibile. «Per ovviare all’effetto indesiderato», si legge dalla relazione, «l’ultima legge di Bilancio ha previsto la detassazione degli incrementi di reddito per i rinnovi contrattuali nel biennio 2025-26. L’intervento offre un rimedio temporaneo che verrebbe meno negli anni successivi quando l’aumento ormai consolidato del livello retributivo verrebbe assoggettato alle aliquote ordinarie».