Alla prima boa sono arrivati loro, gli inglesi di Gb1. Sono cominciati due giorni fa, rispettando il cronoprogramma di “Sport e Salute” (soggetto attuatore per l’esecutivo), i lavori di costruzione della base a Bagnoli. Dureranno tre mesi. I prossimi saranno gli svizzeri di Alinghi, via via tutti gli altri. A Bagnoli ci sarà un bel da fare tra basi, aree da terminare e basi da costruire. Operai che vanno e che vengono. Sta nascendo la città della vela. La prima firma apposta è quella di Ian Walker, Ceo di Gb1, che quasi non crede ai suoi occhi vedendo “l’incredibile lavoro fatto in soli sei mesi”.
Dunque, si comincia, consegnata la prima area la palla passa ai team. «I progressi sono stati straordinari. Si tratta di un enorme progetto ingegneristico e credo che ora si possa iniziare a vedere la visione prendere forma. Siamo molto entusiasti del potenziale di questo sito e speriamo che possa diventare la casa dell’America’s Cup per molti anni a venire. Vedere un vecchio paesaggio industriale iniziare a trasformarsi in un vero centro di eccellenza è estremamente entusiasmante. Ha il potenziale per diventare un catalizzatore della rigenerazione dell’intera area circostante. Credo che, negli anni a venire, sarà qualcosa di cui tutti potremo andare fieri guardandoci indietro». Cosa avete pensato quando Napoli è stata annunciata come città ospitante e cosa ne pensate oggi? «Napoli ha acque splendide e condizioni ideali per la vela. È anche una città vivace ed entusiasmante, con una cultura ricchissima. Dopo aver trascorso del tempo qui, credo che la città abbia il potenziale per ospitare una delle migliori edizioni dell’America’s Cup di sempre. In particolare la fan zone sarà fantastica e speriamo che incoraggi la popolazione locale a partecipare numerosa e a godersi le regate». Quando vedremo le prime barche e i primi velisti di Gb1 allenarsi nel Golfo di Napoli? «Non vediamo l’ora di regatare con l’Ac40 one-design nella regata preliminare di settembre. Successivamente vareremo la nostra barca da regata AC75 e stabiliremo qui a Napoli la nostra base operativa permanente». Come procede la ricerca degli alloggi? Quali esigenze state presentando alle agenzie immobiliari? «Stiamo valutando un’area molto ampia, dal centro città fino a Pozzuoli. Abbiamo già un piccolo team sul posto che sta gestendo la costruzione della base e coordinando la logistica per il resto della squadra, che si trasferirà più avanti nel corso dell’anno. Ognuno avrà esigenze abitative diverse. Alcuni membri del team si trasferiranno con le proprie famiglie e vorranno essere vicini a scuole e spiagge, mentre altri saranno single e preferiranno vivere in centro. La cosa positiva di Napoli è che offre una vasta gamma di soluzioni in grado di soddisfare le esigenze di tutti». Si parla della possibilità che l’America’s Cup possa restare a Napoli anche nel 2029. In caso di vittoria di GB1, potrebbe non essere così scontato. Qual è il vostro punto di vista? «Ovviamente il nostro obiettivo finale è tornare un giorno a regatare in Gran Bretagna, nelle nostre acque di casa, riportando la Coppa nel luogo in cui si è disputata per la prima volta. Nel frattempo siamo felici di fare di Napoli la nostra casa. Vorremmo operare qui non solo in vista dell’America’s Cup del 2027, ma anche per il nostro programma di sviluppo a lungo termine. Speriamo davvero che Napoli possa continuare a ospitare l’evento per molti anni». Quando prevedete di completare i lavori? «Stiamo riutilizzando la stessa struttura che avevamo a Barcellona, un elemento importante del nostro impegno per la sostenibilità. Circa l’80% della base utilizzata a Barcellona è riutilizzabile e ora la stiamo ricostruendo a Napoli. I materiali stanno arrivando sul sito e stiamo completando tutte le procedure necessarie in materia di salute e sicurezza. Prevediamo che la base sia completata e operativa entro la fine di settembre o l’inizio di ottobre». Quale eredità ritiene che l’America’s Cup lascerà a Napoli? «L’impatto più significativo sarà la rigenerazione dell’area di Bagnoli, insieme a importanti investimenti nell’economia locale grazie ai team, ai membri delle squadre e ai tifosi che arriveranno in città. L’evento creerà inoltre opportunità di lavoro per la popolazione locale. L’America’s Cup ha generato importanti benefici economici in tutte le precedenti sedi ospitanti e ci aspettiamo che Napoli possa vivere lo stesso impatto positivo. L’America’s Cup farà bene a Napoli, ma Napoli farà molto bene anche all’America’s Cup. La passione dei tifosi locali e il loro sostegno allo sport sono aspetti che non vediamo l’ora di sperimentare».







