Raid Usa-Israele, rappresaglie iraniane e trattative fallite hanno portato il Medio Oriente sull’orlo del caos prima dell’annuncio di un’intesa
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Il 28 febbraio 2026, dopo il fallimento dei colloqui di Ginevra sul nucleare iraniano fra Washington e Teheran, Usa e Israele lanciano un massiccio attacco sugli obiettivi strategici della Repubblica Islamica. È l'innesco della “terza guerra del Golfo”.L'operazione mira a eliminare i vertici degli ayatollah, provocando un “regime change” che, però, non si materializza. Ucciso Ali Khamenei, i nuovi vertici iraniani, guidati dal figlio Mojtaba, mai apparso in pubblico dall'inizio del conflitto, si riorganizzano e contrattaccano, colpendo Israele, le basi Usa nella regione e le petromonarchie del Golfo.Ecco le principali tappe della guerra.L'inizio del conflitto, 28 febbraioAlle 08:15, ora di Teheran, del 28 febbraio scatta l'operazione “Ruggito del Leone” o “Epic Fury”, nomi in codice dell'offensiva di Israele e Stati Uniti contro l'Iran.I raid colpiscono centri di comando dei pasdaran, bunker sotterranei e basi missilistiche. Viene confermata l'uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei e di figure chiave del regime.L'escalation nella regione, 1 marzoL'Iran risponde a quella che definisce “un'aggressione illegale” dando avvio all'operazione di rappresaglia “Vera Promessa 4”.Teheran lancia centinaia di droni e missili su Israele, sulle basi Usa in Medio Oriente e su alcuni Paesi del Golfo. Hezbollah intensifica gli attacchi nel Libano meridionale contro lo Stato ebraico.La chiusura dello Stretto di Hormuz, 4 marzoA tre giorni dall'escalation regionale, Teheran annuncia la chiusura dello Stretto di Hormuz. La mossa innesca uno shock economico globale.Cessate il fuoco e colloqui di Islamabad, 8 e 11 aprileNonostante la minaccia agitata da Trump di “riportare l'Iran all'età della Pietra”, Washington e Teheran siglano l'8 aprile una tregua destinata inizialmente a durare due settimane.Il Pakistan, principale mediatore, organizza a Islamabad i primi colloqui di pace diretti Usa-Iran dal 1979, a cui partecipa anche il vicepresidente Vance. Ma le trattative si arenano quasi subito sul nucleare iraniano e su Hormuz.Il blocco navale americano, 12 aprileAll'indomani del fallimento dei colloqui, il Centcom dichiara di aver “completato il blocco navale nello Stretto di Hormuz” e il traffico via mare da e per l'Iran.Trump cancella l'attacco su Teheran, 18 maggioDopo un mese di stallo e continue schermaglie nello Stretto, Trump cancella un nuovo massiccio raid sull'Iran dopo l'intervento di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati, che avrebbero spinto Washington a evitare una nuova escalation.Trump annuncia: “Accordo pronto”, 23 maggioDopo una “ottima telefonata” nello Studio Ovale con i leader del Golfo e con Netanyahu, il presidente Usa parla di “un accordo ampiamente negoziato, in attesa di finalizzazione”. Ma le sue parole restano disattese.Si torna a rivedere l'accordo, 31 maggioTrump chiede “modifiche significative” alla bozza di memorandum d'intesa. È il terzo ciclo di correzioni.Sale la tensione tra Usa e Israele dopo i continui raid dell'Idf in Libano.Trump striglia Netanyahu, 2 giugnoTelefonata durissima di Trump al premier israeliano: “Sei un pazzo”.Notte di fuoco nel Golfo Persico, 3 giugnoNuova escalation con l'Iran che colpisce in Kuwait e gli Usa che sferrano raid difensivi sull'isola di Qeshm.Nuovo scambio di attacchi, 6 giugnoNonostante il cessate il fuoco, il Comando centrale americano annuncia di aver colpito postazioni radar iraniane di sorveglianza costiera a Goruk e sull'isola di Qeshm.Nelle stesse ore Teheran colpisce in Kuwait e Bahrein.Elicottero Apache abbattuto, 9 giugnoTensione alle stelle dopo l'abbattimento da parte di Teheran di un elicottero americano Apache.Trump annuncia una dura rappresaglia degli Stati Uniti e, nella notte tra il 9 e il 10 giugno, lancia tre ondate di attacchi contro radar e contraerea iraniana. Teheran risponde con droni e missili sul Golfo.Nuovi raid, 10 giugnoIl commander in chief, in pressing su Teheran per la chiusura dell'accordo, parla di un Iran che “perde tempo”, annunciando nuovi attacchi che mette a segno nella notte tra il 10 e l'11 giugno.La minaccia finale, poi l'annuncio di un'intesa, 11 giugno







