| 11 Giugno 2026 22:16 |
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NAPOLI (ITALPRESS) – Come ogni 11 giugno, da 29 anni a questa parte, Napoli si stringe nel ricordo di Silvia Ruotolo, vittima innocente della camorra, uccisa per errore sotto casa, a Salita Arenella, da un proiettile vagante esploso in un regolamento di conti tra clan rivali. I figli Alessandra e Francesco, i parenti, gli amici della donna ma anche tanti cittadini e istituzioni si sono ritrovati questa mattina a piazza Medaglie d’Oro in quei giardini che oggi di Silvia portano il nome e dove l’impegno collettivo è finalizzato a tener viva la memoria.
Un omaggio floreale dal Comune, deposto accanto alla targa del parchetto, e una partita del cuore di basket, nel campo al centro della piazza recuperato proprio dalla Fondazione Silvia Ruotolo, insieme a Urban Generation e Napoli Servizi: sono i momenti centrali di una mattinata piena di emozione e commozione, sfociata nella messa del pomeriggio celebrata da don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Polis della Regione Campania, con Libera e con alcuni tra i familiari delle vittime innocenti della criminalità.
“A me piace pensare che chi ha ucciso mamma non ha messo in conto la resistenza dei suoi figli, della sua famiglia, dei suoi amici, ma anche la resistenza delle napoletane e dei napoletani innamorati della legalità”. Sono le parole molto sentite di Alessandra Clemente, già assessora comunale a Napoli e ex candidata sindaca, ma soprattutto figlia di Silvia Ruotolo che nel 1997, quando perse la madre, aveva appena 10 anni.







