Belfast si è trasformata in una città fantasma dopo l'ennesima notte di violente proteste razziali. Le tensioni, esplose in seguito a un grave accoltellamento avvenuto lunedì, hanno costretto la polizia a usare cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti a Glengormley, a nord della capitale nordirlandese, dove sono stati lanciati mattoni contro gli agenti e incendiati numerosi cassonetti.L'atmosfera in città resta altissima: negozi chiusi, strade completamente deserte e graffiti islamofobi imbrattano i quartieri dove, la notte precedente, decine di famiglie di immigrati sono state costrette a fuggire dalle loro abitazioni assediate dalle fiamme. La miccia delle rivolte è stata la diffusione virale online del video dell'aggressione ai danni di Stephen Ogilvie, che ha perso un occhio. La sua stessa famiglia ha condannato i fatti, dicendosi "disgustata" dalla reazione violenta delle piazze.Il Primo Ministro Keir Starmer ha definito i disordini "scioccanti" e ha garantito l'arrivo di rinforzi. Le autorità locali puntano duramente il dito contro le piattaforme social, accusando figure dell'estrema destra di aver strumentalizzato la paura per fomentare l'odio razziale. Nel frattempo, il presunto aggressore, il trentenne sudanese Hadi Alodid, è comparso davanti al giudice con l'accusa di tentato omicidio ed è stato posto in custodia cautelare.