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Era nell’aria, e oggi è successo: per la prima volta dal 2023, la Banca centrale europea ha annunciato un aumento dei tassi di interesse, portando il tasso di riferimento dal 2,15% al 2,40%. Una mossa quasi obbligata per Francoforte che, come altre banche centrali, dall’inizio della guerra in Iran deve fare i conti con nuove pressioni inflazionistiche (a maggio in Eurozona al 3,2%). Tra gli analisti si fa però strada una domanda: fino a quando l’impegno a tenere sotto controllo l’inflazione prevarrà sui timori di comprimere una crescita economica già molto bassa?
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