Le carni avicole si distinguono per il loro profilo nutrizionale e per le implicazioni positive sulla salute in una dieta varia ed equilibrata. È quanto emerge dalla revisione scientifica condotta dalla Società italiana di nutrizione umana, presentata a Bergamo
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Le carni avicole si confermano protagoniste della tavola italiana, non solo per diffusione, in quanto 9 italiani su 10 le consumano, ma anche per il loro profilo nutrizionale e per le implicazioni positive sulla salute in una dieta varia ed equilibrata. È quanto emerge dalla revisione scientifica condotta dal gruppo di lavoro Sinu (Società italiana di nutrizione umana).
Le carni avicole hanno effetti protettivi sul declino cognitivo
Pollo e tacchino si distinguono per l’alto contenuto di proteine ad alto valore nutrizionale, il basso contenuto lipidico nei tagli magri senza pelle, l’ottima presenza di vitamine del gruppo B e minerali, ma anche per gli elevati livelli qualitativi di aminoacidi. Il Digestible indispensable amino Acid Score, il metodo raccomandato dalla Fao per misurare la qualità proteica degli alimenti, le colloca infatti tra le migliori fonti proteiche disponibili. Le evidenze scientifiche delineano un quadro complessivamente positivo per queste proteine nobili, evidenziando effetti potenzialmente protettivi sul declino cognitivo e in alcuni contesti, potrebbero contribuire a una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche, in particolare quando inserite in una dieta sana ed equilibrata. Sono questi alcuni risultati della revisione scientifica condotta dal gruppo di lavoro Sinu (Società italiana di nutrizione umana) presentata in occasione del congresso annuale a Bergamo.










