Mettiamola così. Giorgio Almirante, firma di punta de La difesa della razza (organo ufficiale della propaganda razzista e antisemita del regime fascista), all'epoca della Repubblica Sociale Italiana (RSI), in qualità di capo di gabinetto del ministero della Cultura Popolare, firmatario del decreto che minacciava la fucilazione alla schiena per i partigiani e gli sbandati (anche se non toccò a lui eseguire), ha un merito storico: aver riportato quasi tre milioni di fascisti e post fascisti nell'alveo della democrazia italiana con il suo Movimento sociale italiano, senza mai rinnegare il Fascismo però, né aver voglia di restaurarlo (anche se la formula, non rinnegare non restaurare, non era sua, ma di Augusto De Marsanich durante il primo congresso del partito nel 1948).