Roma, 11 giu. (askanews) – “Il diritto a restare è un principio improrogabile e non negoziabile, un pilastro fondamentale delle politiche europee e nazionali di coesione che non può essere ridotto a mera, sebbene cruciale, questione infrastrutturale e demografica. Va messo nero su bianco, una volta per tutte e con sostegno concreto, che senza imprese agricole vitali e multifunzionali, che presidiano il territorio e offrono servizi alle comunità, lo spopolamento e il degrado delle aree interne avanzerà inesorabilmente”. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, al vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitti, ricevuto, oggi, insieme al comitato esecutivo, nella sede della Confederazione.

Sul tavolo, per l’appunto, il contributo di Cia alla Strategia Ue sul “diritto a restare: la tua regione, il tuo futuro” e la richiesta fondamentale di un riconoscimento pieno del ruolo multifunzionale dell’agricoltura come bene pubblico europeo, servizio di interesse generale e infrastruttura strategica per la vitalità economica, sociale e ambientale delle aree interne e montane. In Italia – ricorda Cia – le aree rurali coprono circa il 60% della superficie nazionale e ospitano oltre il 22% della popolazione, una componente essenziale del sistema Paese.