Il piano B per le follie del Mondiale di Trump. Omar Artan, miglior arbitro africano, a cui è stato negato l’ingresso dopo essere stato trattenuto per undici ore all’aeroporto internazionale di Miami e rimandato a casa potrà arbitrare la Supercoppa europea. Il governo americano lo aveva respinto sostenendo di aver trovato “legami con il terrorismo”, anche se lui aveva spiegato: «Io non sapevo niente di questo gruppo islamista chiamato Al Shabaab, ho detto loro che ero arrivato solo per arbitrare». Artan, così, è tornato in Somalia. Artan forse è stato tradito da un’omonimia.

Così l’Uefa ha pensato come ricompensarlo di questa grande delusione: dirigerà la finale di Supercoppa Europea del 12 agosto a Salisburgo tra Psg e Aston Villa. E così dopo i colloqui con la Confédération Africaine de Football (Caf) lo ha designato per la partita del 12 agosto a Salisburgo tra Psg e Aston Villa. "Omar Artan è un arbitro giovane ma già esperto, che si è distinto ai massimi livelli della confederazione africana di calcio - ha spiegato il presidente Uefa, Aleksander Ceferin – Il calcio è fatto per unire le persone e la Uefa vuole mostrare il suo rispetto per Omar e per le sue straordinarie capacità arbitrali, che gli sono valse una nomina così prestigiosa. Sono grato al mio amico, il presidente della Caf Patrice Motsepe, per aver sostenuto con entusiasmo la nostra iniziativa".