Chi dava per finito o scomparso il supporto fisico deve ricredersi. Anche perché le profezie sula fine degli oggetti hanno la curiosa abitudine di essere smentite proprie quando sembrano doversi avverare. Era accaduto per il vinile, dato per spacciato, quando in verità ha trovato un suo pubblico di appassionati (i dati aggiornati riferiti al 2025 indicano come questo mercato ha raggiunto in Italia i 54 milioni, con una crescita del 24%), e oggi accade al disco ottico, il Blu-Ray 4K. I numeri, presentati ieri alla Casa del Cinema di Roma, dichiarano che nel 2025 il Blu-ray 4K ha superato in Italia le 200 mila unità vendute, per un valore complessivo che oltrepassa i 5 milioni di euro, con un incremento del 4% rispetto all'anno precedente.Questi numeri sono certificati da NIQ, società specializzata nelle rilevazioni di mercato, durante la quinta tappa del DEGI Roadshow, organizzata dal Digital Entertainment Group, associazione che opera a livello internazionale e che promuove l'intrattenimento domestico, insieme a UNIVIDEO e International Video Federation. Questi numeri non fanno che raccontare come lo spettatore contemporaneo in realtà, nonostante un mercato travolto dalle piattaforme streaming, non rinunci alla tangibilità del supporto fisico. Soprattutto con un disco di qualità, come il 4K, che concede non solo la sicurezza di poter accedere a una visione sontuosa dell’opera, con la promessa di pregio, suono e tecnica assolute, diventa anche un patto di permanenza, più di un oggetto culturale, qualcosa da custodire: “Il fan ha piacere di collezionare certi film, di averli nella propria videoteca. Sapere di avere a casa il DVD e poterlo rivedere quando si vuole è un valore aggiunto molto importante”, ha dichiarato di Giampaolo Letta, vicepresidente e amministratore delegato di Medusa Film.“Un film, per sua natura, non ha una data di scadenza”, ha sintetizzato Luciana Migliavacca, Presidente di Univideo, indicando nei dati NIQ sul Blu-ray 4K “un segnale molto positivo che si affianca alla crescita del mercato transazionale digitale e alla continua evoluzione dello streaming in abbonamento. Il consumatore più giovane rappresenta oggi il principale punto di riferimento del mercato audiovisivo, sia in Italia sia a livello globale: un pubblico alla ricerca di esclusività, personalizzazione, semplicità di accesso, fasce di prezzo differenziate e prodotti che possano essere conservati nel tempo”.La rivincita del disco fisicoC’è da dire che l'home entertainment ha superato a livello globale, nel 2025, i 350 miliardi di dollari di ricavi, e l'Italia non fa eccezione, considerando che la spesa complessiva è destinata secondo le previsioni a varcare i 5 miliardi di dollari entro il 2029. Accanto al fisico, il comparto digitale transazionale, quindi acquisto e noleggio online, ha registrato secondo i dati DEG una crescita del 5% nelle transazioni e dell'8% nei ricavi, mentre i film di catalogo segnano un +4%, il livello più alto degli ultimi quattro anni. Lo streaming è ormai il segmento dominante del mercato video e in Italia ha superato la Pay TV per ricavi e abbonamenti.Andrea Cuneo, country manager di JustWatch, ha centrato un punto interessante, soprattutto quando si parla di disponibilità dei contenuti, sottolineando come sulle piattaforme manchino molte opere e che non sono accessibili agli abbonati: "C’è un enorme catalogo morto a cui non c’è accesso e non si tratta necessariamente di film strani, vecchi o dimenticati". Qui si annida una delle fragilità più profonde dello streaming. Per quanto sterminati i cataloghi delle piattaforme sono archivi pieni di lacune e proprio per questo il supporto fisico riacquista rilevanza e resta uno dei pochi dispositivi capaci di rendere accessibili le opere che dalle piattaforme sono purtroppo totalmente assenti.Federico Bagnoli Rossi, Presidente di International Video Federation ha ricordato la dimensione economica del settore, dichiarando come “una ricerca di Ernst & Young, co-sponsorizzata da IVF, conferma che il settore è al centro dell’innovazione, della digitalizzazione, della diversità culturale e dell’imprenditorialità in Europa con un contributo di 49,6 miliardi di euro all’economia europea e 2 milioni di posti di lavoro diretti e indiretti”. Il mercato italiano dell'home entertainment, quindi, secondo Liz Bales, CEO di DEG, “si sta dimostrando estremamente dinamico e innovativo”. Un ottimo segnale per appassionati, cinefili e collezionisti che mandano un messaggio fortissimo al settore dell’home entertainment, raccontando come nessun settore prospera affidandosi a un solo supporto.
Perché il Blu-ray 4K continua a dire la sua nell’era dello streaming
Un ottimo segnale per appassionati, cinefili e collezionisti che mandano un messaggio fortissimo al settore dell’home entertainment







