È quanto emerge dal nuovo report dell'agenzia. Considerato un fattore fondamentale dal 42% delle imprese intervistate, nel 2025 una quota contenuta ma significativa di aziende (5%) ha destinato oltre 50mila euro in strumenti digitali a supporto dell’internazionalizzazione
Il 42% delle imprese considera il digitale un fattore determinante nell’apertura di nuovi mercati, un ulteriore 40% ne riconosce il contributo. E sono le tecnologie a guidare gli investimenti: nel 2025 una quota contenuta ma significativa di aziende (5%) ha destinato oltre 50mila euro in strumenti digitali a supporto dell’internazionalizzazione. È quando emerge da una nuova indagine di Promos Italia. In uno scenario globale sempre più condizionato da tensioni geopolitiche, nuove dinamiche dei mercati internazionali e trasformazioni tecnologiche sempre più rapide, il digitale rappresenta una leva strategica ed essenziale per rafforzare la competitività e l’export delle micro, piccole e medie imprese (Mpmi) di Milano, Monza Brianza e Lodi. Per più di due aziende su cinque ha, infatti, un ruolo determinante nell’apertura di nuovi mercati, mentre quasi il 40% delle imprese utilizza l’analisi dei dati per supportare in misura significativa le proprie decisioni riguardanti l’export. Le tecnologie stimolano anche gli investimenti: una quota ancora contenuta ma strutturata (5%) di aziende nel 2025 ha destinato oltre 50mila euro nel digitale a supporto dell’export. Argomenti trattati al roadshow DigIT Export Day 2026, a Milano per chiudere un percorso di confronto dedicato al rapporto tra digitale, internazionalizzazione e competitività delle micro, piccole e medie imprese italiane. Un tema sempre più centrale in uno scenario globale segnato da tensioni geopolitiche, nuove dinamiche dei mercati internazionali e trasformazioni tecnologiche sempre più rapide, che impongono alle aziende non solo di essere presenti online, ma di utilizzare gli strumenti digitali in modo strategico, integrato e orientato ai risultati.








