| 11 Giugno 2026 15:01 |

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(Adnkronos) – “Mentre dal 15 giugno la Francia rende rimborsabili le terapie a base di tirzepatide e semaglutide per i pazienti con le forme più gravi di obesità, e dopo che il Regno Unito ha imboccato la stessa strada, in Italia milioni di persone continuano ad aspettare. Aspettano da quasi un anno: dall’approvazione della Legge 149/2025, che ha riconosciuto per prima al mondo l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante”. A riaccendere il dibattito è l’appello lanciato nei giorni scorsi dalla Società italiana dell’obesità (Sio), che ha scritto alle principali autorità politiche e sanitarie del Paese chiedendo di avviare una riflessione istituzionale su come garantire anche in Italia un accesso appropriato e sostenibile alle terapie innovative, sulla scia di quanto già fatto in Francia. “Avevamo accolto quella legge con enorme speranza. Eppure, a quasi un anno dal riconoscimento dell’obesità come patologia cronica, non è stato fatto nulla praticamente: sappiamo che i fondi ci sono, ma non vengono spesi. Ringrazio di cuore il presidente della Sio Buscemi per l’appello che ha lanciato qualche giorno fa alle Istituzioni per evitare che l’Italia e i pazienti rimangano indietro rispetto a paesi come Francia e Regno Unito. Mi unisco a quell’appello e chiedo nuovamente al Governo, alle Regioni e ad Aifa di ascoltarci” afferma Iris Zani, presidente di Amici Oltre il Peso, l’associazione nazionale che rappresenta i pazienti con obesità.