I mondiali di calcio stanno per cominciare. Oggi, infatti, prenderà il via la Coppa del Mondo Fifa 2026, evento sportivo che quest'anno, per la prima volta, sarà organizzato congiuntamente da tre Paesi, Canada, Messico e Stati Uniti e vedrà la partecipazione di 48 squadre, anziché 32 come nelle edizioni precedenti. Al di là dello sport e dello spettacolo, la competizione ha attirato anche l'attenzione della comunità scientifica, interessata a valutarne le possibili implicazioni per la salute pubblica. In particolare, un team di ricerca guidato da Alessandro Vespignani della Northeastern University ha analizzato il potenziale rischio di introduzione e diffusione di agenti patogeni, associato all'arrivo di oltre un milione di tifosi provenienti da ogni parte del mondo. La risposta? È improbabile che la maggior parte delle malattie infettive causi problemi durante i mondiali di calcio. I dettagli in uno studio, non ancora sottoposto a peer review, su medRxiv.Mondiali di calcio e malattieSappiamo ormai bene che i tornei sportivi, così come i concerti o altri grandi eventi pubblici, possono aumentare il rischio di epidemie. Tuttavia, gli agenti che possono diffondersi, così come la natura degli eventi, sono diversi di caso in caso. Per i mondiali di calcio 2026, i ricercatori del nuovo studio hanno valutato quali malattie potessero rappresentare un rischio reale per gli Stati Uniti (non hanno preso in considerazione Canada e Messico, che ospitano ciascuno 13 delle 104 partite). Come racconta Science, calcolando che molte delle centinaia di migliaia di tifosi attesi andranno semplicemente a sostituire persone che altrimenti si sarebbero recate negli Stati Uniti, i ricercatori hanno stimato un aumento dei visitatori di solo il 20% circa nelle prossime 2 settimane. Utilizzando poi i dati sulla diffusione di 77 agenti patogeni in tutto il mondo, hanno calcolato quante ulteriori "importazioni" di queste malattie avrebbero potuto causare i tifosi di calcio e simulato poi lo sviluppo di un'eventuale introduzione di ogni agente patogeno.Il rischio di importazione e diffusioneDalle successive analisi è emerso che per ben 63 malattie, come per esempio colera, difterite, peste, sifilide, hiv, e altre patologie gastrointestinali, il rischio complessivo è risultato trascurabile, sia perché la probabilità di importazione è molto bassa, sia perché è improbabile che gli agenti patogeni si diffondano facilmente durante i mondiali di calcio. Per i ricercatori, tuttavia, i restanti 14 agenti patogeni meritano di essere tenuti maggiormente sotto osservazione. Tra questi, come riporta Science, figurano diverse malattie trasmesse dalle zanzare, come malaria, dengue e chikungunya, i virus respiratori stagionali in altre parti del mondo, come l'influenza e il Covid-19, epatite B, tubercolosi, norovirus e morbillo. L'elenco, inoltre, comprende alcuni patogeni rari, tra cui il virus della febbre di Lassa, e, infine, il virus Andes, l'agente patogeno che ha causato la recente epidemia a bordo della nave da crociera MV Hondius e la "malattia X", termine utilizzato per indicare un nuovo patogeno respiratorio ancora sconosciuto ma potenzialmente in grado di provocare una futura epidemia o pandemia.Nessun allarme“Il rischio aumentato derivante dalla Coppa del Mondo è prossimo allo zero per 63 dei 77 agenti patogeni valutati”, si legge nello studio. Potrebbero, tuttavia, esserci casi aggiuntivi per alcune malattie, tra cui influenza, tubercolosi e malaria, ma, sottolineano gli autori, considerando i milioni di viaggiatori che già arrivano negli Stati Uniti ogni anno, i mondiali di calcio non rappresentano un rischio maggiore di diffusione di malattie. “Sebbene siano possibili focolai di malattie infettive durante i Mondiali di calcio Fifa del 2026, in un mondo già altamente interconnesso in cui i grandi assembramenti sono frequenti, il rischio elevato derivante dal torneo non è così estremo come potrebbe sembrare a prima vista”, hanno concluso.
L'inizio dei Mondiali di calcio 2026 sarà la scintilla per innescare nuove epidemie?
Un team di ricerca ha analizzato le possibilità che questo evento sportivo rappresenti un rischio maggiore di diffusione di malattie
Studio Northeastern University: dei 77 patogeni valutati per i Mondiali 2026, il rischio è trascurabile per 63; 14 meritano monitoraggio. Il rischio epidemiologico rimane stabile; i Mondiali non costituiscono un fattore di disruption per continuità operativa.











